La mela di Giacometti

Alberto Giacometti – particolare, 1937.

Si comincia sempre da un albero o da una mela poggiata su una credenza.
Un albero è radici e tronco e foglie. La mela è un verde metallico a forma di bomba a mano con tanto di linguetta. Si comincia e non si capisce se ci sia il colore oppure no.
“Alberto, non ti capisco”, gli dice il padre, “che senso ha che sia così piccola?”
Sulla tela c’è una mela poggiata stolidamente su una monumentale credenza di legno che l’inghiotte. Il padre lo rimbrotta “Alberto se devi disegnare una mela, fa almeno che si veda meglio.”
“ Ma io la vedo così” risponde Alberto e al successivo rimbrotto “Je m’en fous”, ma forse lo pensa e basta, “Dipingo quello che vedo”. La mela è distante due metri, forse tre, sia nel soggiorno  che sulla tela, non c’è differenza.
Una mela dimenticata su una credenza, è da li che si comincia e non ci si muove. La mela andrà a male è troppo piccola anche da mangiare.

 

 

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